Più di un lustro trascorso a condividere lavoro, fatiche, battaglie, gioie, e anche dolori, per un bagaglio di ricordi e affetti che rimarranno nel tempo: dopo sei anni, le strade dell’An Brescia e di Valerio Rizzo, si dividono. Tra la società biancazzurra e l’attaccante, una fine del rapporto avvenuta in modo, sì, consensuale ma che lascia l’animo tutt’altro che indifferente: la dirigenza An, pur avendo deciso di dare una svolta puntando su una rosa ringiovanita, avrebbe anche confermato, per un’altra annata, la calottina numero sei a Rizzo, ma il giocatore ha avuto una proposta da prendere al volo e, tra le due parti, l’intesa è stata semplice e diretta. Dalla prossima stagione, l’ormai ex biancazzurro tornerà a difendere i colori della Rari Nantes Savona e, contemporaneamente, comincerà ad essere impegnato nello staff tecnico del club dove è cresciuto e dove è maturato il suo grande talento. Per Rizzo, insomma, un ritorno a casa per continuare il suo cammino da “bomber” e per iniziare l’avventura da allenatore delle giovanili.

«Per noi – queste le parole del presidente, Andrea Malchiodi -, Valerio è stato una figura importante: a Brescia, ha portato grande qualità ed ha contribuito in modo concreto alla crescita della nostra realtà. In sostanza, ha lasciato un segno evidente nella storia dell’An e trovo doveroso rendergli merito e ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per la nostra causa. La conclusione del rapporto è avvenuta mentre stavamo valutando la situazione: a quel punto, gli è arrivata l’offerta di tornare a Savona per il doppio incarico di giocatore-allenatore e, considerate le sue aspirazioni, non ci son stati dubbi. Senz’altro ha ancora tanto da dire sul campo, ma era giusto che s’instradasse in una nuova carriera».